Un’attesa infinita valsa solo a gettare ulteriore buio su una vicenda umana, oltrechè sportiva, che come sempre dividerà gli sportivi del belpaese.

di Ignazio Manca

La sentenza del Tas, non ha lasciato scampo all’atleta altoatesino, non solo rigettando il ricorso avverso la squalifica ma, di fatto, decretando la fine della sua carriera con la sospensione per otto anni per la recidiva. Che sulla tempistica di analisi, controanalisi e comminatoria dei provvedimenti qualcosa non torni è compito di legali e  giudici.  Ciò non toglie che nell’opinione pubblica, come sempre, divisa tra colpevolisti ed innocentisti, già corra una triste analogia con la vicenda Pantani ed il Giro d'Italia del 1999. Poco importa della rivalutazione postuma della memoria di un campione, per anni perseguitato e additato come un untore. Ripercorrendo le immagini di quella persecuzione, vengono i brividi a pensare che contro il povero Alex possa esser stata ardita una congiura. Tanto meno se obiettivo fosse stato il suo  allenatore Donati. In un momento così’ difficile offriamo la nostra solidarietà all’atleta, auspicando tempestiva chiarezza.

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