Conosciamo un bel pezzo del futuro della NBA, con buona parte della draft-class 2016, che questa notte al Barclays Center di Brooklyn sentirà pronunciare il proprio nome accanto a quello di una franchigia della National Basketball Association. 


1° GIRO

1. Sixers -> Ben Simmons (AP/AG) – LSU – 19/12/5/2 stl. Fisicità e potenzialità per dominare. Completo statisticamente, la differenza la fa la capacità di passar la palla in maniera inusuale per quella taglia fisica, gli manca un po’ di range di tiro, soprattutto da 3. Interessante capire se sarà subito in primo piano nel progetto Philly.
2. Lakers -> Brandon Ingram (AP) – Duke – 17/6/2/1/1. Fisicamente clamorosamente simile a Durant. Leggerissimo ma con un potenziale inespresso enorme. Ha fatto bene a Duke, dimostrando di poter diventare un go-to-guy di livello in una squadra che deve ricostruire dopo l’era Kobe.
3. Celtics -> Kris Dunn (PM) – Providence – 16/6/5. Miglior play di questo draft, 1.90 x 100 chili, 38% da 3, esplosività pazzesca, ottimo giocatore di p&r e difensore capace di operare su più ruoli. Complesso provare ad inserirlo nel sistema Boston (Thomas, Bradley, Smart ecc.), sono alte le possibilità che verrà scelto per altre squadre. Comparazione con Westbrook possibile, ma gli manca esplosività. Tende a strafare proprio come lo 0 di OKC. 
4. Phoenix -> Buddy Hield (G) – Oklahoma – 25/5/2. Difficile passarlo, il potenziale c’è, il rischio di un McLemore 2.0 anche. Grandissimo tiratore da 3 (45%), formerebbe una coppia dinamica, letale e piacevole da seguire con Devin Booker. Il resto, è da costruire. Comparazione: Brad Beal.
5. Minnesota -> Jamal Murray (PM) – Kentucky. Giocatore con buon bagaglio tecnico e leadership. Di contro ci sono limiti atletici e dubbie capacità di playmaking, che potrebbero farlo scivolare più giù del previsto. In più, sono alte le possibilità che i T-Wolves scambino la scelta in cerca di un veterano, anche perché il roster è fin troppo giovane. Non è un accanimento personale, ma passerei Murray alla 5 e alla 6.
6. Pelicans -> Dragan Bender (AG/C) – Croato nato in Bosnia, Maccabi. Lungo tutto da scoprire, del ’97! 2.15 x 102 kg, mani dolcissime per questo fisico, tanto che si pensa possa addirittura venir adattato a 3, e spiccate doti difensive che potrebbero portare Demps a fare questa scelta. Con Asik in uscita, ha rimarcato che la squadra è in disperata ricerca di giocatori che alzino il livello nell’altra metà campo. Il rischio è che dietro le chiacchiere ci sia una brutta sorpresa, ma a livello tecnico la scelta ci starebbe, se quanto scritto sopra venisse confermato dai fatti. Servirà tanta pazienza, ma potrebbe essere ripagata alla grande.
7. Denver -> Jaylen Brown (G/AP) – California. Altro ‘’freshman’’ in uscita nelle primissime chiamate. Difficile che possa scendere fino alla 7, però a mio avviso non impossibile. Gran realizzatore si, talentuoso si, ma per il momento non basta per considerarlo ‘’NBA ready’’ da grande impatto al primo anno. Ai Nuggets entrerebbe in competizione con Gary Harris e Will Barton per i minuti da 2.
8. Sacramento -> Domantas Sabonis (AG/C) – Gonzaga. 17.6 e 11 reb di media negli ‘’Zags’’, farebbe comodo ai Kings in un ruolo ancora scoperto dopo gli esperimenti (mal riusciti) di Koufos da 4 e Cauley-Stein. Ragazzo molto promettente sia a livello tecnico che mentale, con i cosidetti ‘’intangibles’’, legati all’etica al lavoro e alla voglia di migliorare, che potrebbero spingere Divac (grande amico del papà) a portarlo in California.
9. Toronto -> Skal Labissiere (AG/C) – Kentucky. Talento inespresso nel primo anno, solo 6.5 punti e 3 rimbalzi di media. Tantissimo upside legato al suo range di tiro già rassicurante, ha grandissima elevazione durante la fase di caricamento del tiro ed è tecnicamente molto difficile da contrastare. Il ruolo è perfetto per una squadra carente in quella posizione, qualche dubbio su cio’ che possa frullare nella sua mente…
10. Milwakee -> Marquese Chriss (AG) – Washigton. Nome che alla 10 sarebbe molto difficile passare, c’è del potenziale in questo ragazzo anche se dei ‘’big’’ sembra esser il più quotato a ricoprire il ruolo di ‘’bust’’ di questo draft. Comparazione soggettiva: Patrick Patterson. Fisicità + capacità di aprire il campo. 13.5 + 5.5 i numeri dell’ultima stagione.
11. Orlando -> Jakob Poeltl (C) – Austria, Utah. Potrebbe essere il primo centro ‘’puro’’ ad essere draftato. Lungo piuttosto completo, fisicamente ben strutturato ma anche capace di correre il campo e andare in transizione. Sta lavorando per ampliare il suo ‘’range’’ di tiro, vicino alla doppia doppia di media nella stagione universitaria. Possibile che verrà scelto per qualche altra squadra, in caso Orlando scambi la scelta.
12. Atlanta -> Dejounte Murray (G/PM) – Washington. A livello di numeri (16 ppg e 4.5 ast) molto interessante. A livello di collocazione non proprio adatto ai Jazz, che come Orlando potrebbero decidere di fare una trade in cerca di una soluzione che dia più garanzie, magari un play titolare (!) vista la terrificante carenza in regia. Tornando al ragazzo, ci sono ottime doti atletiche e un IQ in crescita, ma poca forza fisica.
13. Phoenix -> Deyonta Davis (AG/C) – Michigan State. Lungo atletico, versatile ma con dubbio upside a livello realizzativo (7+5 quest’anno in NCAA). Andrebbe a rimpinguare un non troppo esaltante pacchetto lunghi in quel di Phoenix.
14. Chicago -> Wade Baldwin (PM/G) – Vanderbilt. Freschi di addio a D-Rose, i Bulls potrebbero andare su un giocatore che qualitativamente può garantire qualcosa nel futuro. Molto atletico e con doti fisiche spaventose (1.93!). Pecca in ball-handling e desta dubbi dal punto di vista della leadership. Si tratta comunque di un ragazzo di 20 anni, che in quel di Chicago incontrerebbe non poca pressione. Ma c’è qualcosa di buono in lui.
15. Denver -> Furkan Korkmaz (G/AP) – Turchia, Efes. Man mano che le scelte aumentano è sempre possibile che a questo punto, grazie a degli scambi, l’ordine sia cambiato. In ogni caso, la recente tradizione ‘’europea’’ dei Nuggets potrebbe continuare con il diciannovenne provveniente dall’Anadolu Efes. Qualche apparizione per lui in Eurolega con giocate di personalità, che han fatto intravedere del potenziale. A livello fisico, c’è parecchio da lavorare.

 

Menzioni speciali e potenziali ''steal'':

Denzel Valentine (G/AP – Mich. State; 19/7.5/7.8 numeri paurosi), ginocchio che preoccupa ma giocatore a tutto tondo, uno dei più pronti e completi, paragone con Draymond Green dietro l’angolo (ex Spartans non a caso), potrebbe essere l’affare del draft!
Malachi Richardson (G – Syracuse; 1996), capacità atletiche fuori dal comune, ma è il suo jump-shot ad aver impressionato negli ultimi workout e potrebbe esser scelto in top15.
Cheik Diallo (AG/C – Kansas), fisicamente ed atleticamente tra quelli che più mi hanno impressionato nel suo ruolo. Energia smodata e tanto upside, carente tecnicamente ma può avere un discreto impatto anche al primo anno.
Brice Johnson (AG/C – North Carolina) altro lungo con buon potenziale, solido a livello di numeri nell’ultima stagione (17+10) e con poco da invidiare agli altri a livello atletico. Tra Charlotte e LA, sponda Clippers.
Spurs pronti a catapultarsi sullo spagnolo Juan Hernangomez (AG/C – Estudiantes), ottima reputazione dal punto di vista etico e d’applicazione. Potrebbe essere perfetto per il sistema di Popovich.
Altre contenders: i Warriors potrebbero andare su Taurean Prince (AP – Baylor), giocatore di sicuro affidamento e potenzialmente adatto ad un sistema già ben fluido come quello di Steve Kerr, aspettando chiarezza sulla situazione HB40. 

2° GIRO

Tener d’occhio:

Caris LaVert (AP - Sr. Michigan). Solido, completo. Penalizzato tremendamente dai troppi problemi fisici riscontrati di recente. E’ finito per 3 volte sotto i ferri in 22 mesi a causa di un problema al piede, fatto che inevitabilmente tende a portarlo giù nel Draft, ma ad un certo punto scartarlo potrebbe essere pericoloso.
Ben Bentil (AG – Providence). Impressionato dal suo workout, giocatore che può produrre in entrambe le metàcampo. Movenze molto interessanti in attacco, dove fa male anche dalla media. 78% ai liberi da non sottovalutare.
Isaiah Whitehead (PM/G – Seaton Hall). Uno dei primi atleticamente alla combine. Fisicamente pronto al grande salto, ma ci sono problemi nella selezione dei tiri e nella gestione della palla, che potrebbero costargli tante posizioni. Uno che tende ‘’andar fino in fondo’’ anche troppo….
Zhou Qi (AG/C – Cina). Il ragazzone sa tirare e sa muoversi bene in campo, grazie a dei piedi abbastanza veloci per la stazza (2.18). Interessanti movenze spalle a canestro, con tendenza a prendere jumper alla ‘’Nowitzki’’ senza troppi problemi. Non disdegna la difesa. Fisicamente svantaggiato in una lega dove il fisico conta, siam sotto i 100 chili.
Anthony Barber (PG – NC State; 23/4/4). Senza dubbio la point-guard più rapida nell’intero Draft, che chiaramente non vuol dire la più forte ma è già un bel punto a favore. Piuttosto completo in tutto quello che richiede il ruolo, ‘’skillset’’ compreso, è il classico ‘’competitor’’ che raramente stacca le mani dal manubrio, soprattutto quando conta. Il fisico lo penalizza, ma si diceva lo stesso anche di un certo Allen Iverson… Non un drago in difesa.


Wildcards (ultime chiamate):

Zach Auguste (AG – Notre Dame), acerbo tecnicamente ma quanta energia!
Fred VanVleet (PM – Wichita State), pronto tecnicamente e mentalmente al grande salto, ha senso di leadership e un tiro davvero mortifero. Non nel periodo migliore per entrare in NBA con circa 1.80 di altezza e uno scatto tutt’altro che briciante. Dovesse andar male, l’Europa ringrazia!

Partners

FantaBike - La casa del #FantaCiclismo