Tappone svizzero con arrivo in alta quota: chi pagherà l’ultimo giorno di riposo?


Siamo vicini alla resa dei conti. Nei prossimi quattro giorni solo tappe con tanta montagna e pendenze impegnative, a partire da domani, dove si percorrerà la Svizzera occidentale fino ad arrivare a 1.960 metri! Il terreno per far selezione non mancherà, ma chi è realmente in grado di far male a Froome e la sua armata?

IL PERCORSO

Totale di 184.5 chilometri, partendo da Berna e percorrendone 78.5 nel Canton della capitale. Due GPM di 3° Categoria a metà percorso, che porteranno il gruppo a 1.445 metri, prima di tornare in valle e salutare il Canton Vaud, per immettersi nel Canton Vallese, nel quale troveranno un sprint intermedio al chilometro 150, prima di cominciare l’ultima ascesa letale. La prima mazzata la darà il GPM di 1° Categoria ‘’Col de la Forclaz’’ (13 km al 7.9%), poi una breve discesa e su ancora verso Finhaut-Emosson (HC, 10.4 km al 8.4%), in un vero e proprio crescendo a livello di pendenze (ultimi 2 km al 10% di media!), che terminerà a quota 1.960 metri d’altitudine.

I FAVORITI

Il bilancio dopo 6 tappe di montagna è alquanto indicativo: 5 vittorie della fuga e 1 sola vittoria degli uomini di classifica. La linea tattica del Team Sky sembra abbastanza chiara: lasciar ‘’fare’’ nella prima parte di tappa e controllare nel finale, con il solo obbiettivo di difendere Chris Froome da ogni insidia. Se nessuna squadra si assumerà le responsabilità di prendere in mano la situazione, sarà difficile vedere una battaglia tra uomini di classifica per la tappa.
Questo, sommato al fatto che il giorno dopo ci sarà una cronoscalata impegnativa, porta a pensare che i ‘’big’’ non stresseranno troppo le proprie squadre nella fase iniziale e media della corsa, ma nel finale. Va detto che il finale sarà molto duro, e servirà un bel vantaggio per restar davanti e non farsi recuperare dal gruppo (già selezionato) dei migliori.
Per vincere una tappa del genere comunque, ci vogliono grandi gambe e non sarà cosa per tanti, pur essendoci in atto una fuga numerosa. C’è la possibilità che su una fuga di 25-30 unità, solo 5-6 scalatori possano arrivare in testa al traguardo. Chiaramente, meno sarà numerosa la fuga, più saliranno le possibilità di successo per gli uomini di classifica.

Il primo nome da fare per un attacco da lontano è inevitabilmente Rafal Majka (Tinkoff), il quale è ancora in cerca della vittoria di tappa e con un arrivo in quota avrebbe davvero pochi rivali, vista la condizione in netta crescita. In più, c’è sempre una maglia a pois da difendere e per il polacco non sono ammessi errori se vorrà indossarla fino a Parigi.

Son pochi i corridori in grado di fare la differenza nell’ultima ascesa, ma lo svizzero Sebastian Reichenbach (FDJ) può essere uno di questi. Il 27enne di Martigny ha una situazione ideale di squadra, creata anche grazie a circostanze extra come il ritiro di Pinot, ma s’è fatto trovare pronto. Motivazioni extra per questa frazione? Facile, non solo correrà nella sua nazione, ma arriverà anche nel suo Canton, nelle sue strade, dove non mancherà certo l’appoggio dei suoi tifosi!
Tornando a parlare tecnicamente, è stato impressionante il ritmo con cui ha affrontato la seconda ascesa al Grand Colombier nella 15° tappa, sintomo di una condizione fisica che continua a migliorare. L’unico problema sta nel suo distacco da Froome, che è di 8:40. Bisogna vedere quanta libertà d’azione gli sarà concessa. Tuttavia, non è impossibile che riesca a dare del meglio anche restando nel gruppo maglia gialla!

Un altro corridore in ripresa è Pierre Rolland (Cannondale). Più il tempo passa per il francese, più svaniscono i dolorini derivati dalla caduta di Bagneres-de-Luchon. Amante delle salite regolari, Rolland potrebbe soffrire un po’ le zone in doppia cifra di Finhaut, ma trovando il giusto ritmo sarebbe anche capace di lottare per la vittoria di tappa.

Ilnur Zakarin (Katusha) è sempre un profilo interessante quando si parla di salite. L’ottima prestazione di due giorni fa è solo una conferma che il russo non abbia perso totalmente la forma del Giro, e probabilmente sarebbe potuto andare oltre un 8° posto, se non fosse stato per la perdita della lente a contatto in discesa. Non c’è motivo per cui non possa tentarci di nuovo.

Continuiamo con due nomi molto interessanti: Daniel Navarro (Cofidis) e George Bennett (Lotto-Jumbo). Entrambi dotati di un ottimo ritmo in salita, ma entrambi carenti a livello di successi nella propria carriera, soprattutto Bennett. Ciò detto, il neozelandese è da 3 mesi che ottiene risultati di livello in tappe di montagna, dal California passando per il Delfinato ed infine al Tour, dove ha comunque concluso la tappa di Andorra al 7° posto. In più, c’è la sensazione che nelle ultime uscite abbia scelto di salvare ogni tipo di energia, concludendo distaccato anche in frazioni non impossibili. Che stia per tentare qualcosa domani?

Altri nomi che potrebbero cercare la fuga vincente domani sono Rui Costa (Lampre), Thomas De Gendt (Lotto-Soudal), Serge Pauwels (Dimension Data), Alexis Vuillermoz (Ag2r La Mondiale), Warren Barguil (Giant-Alpecin), Stef Clement (IAM Cycling), Emmanuel Buchmann (Bora-Argon 18).

Qualora dovessero mancare i presupposti per una fuga, tornerebbero in ballo i nomi dei primi in classifica, a partire naturalmente da sua maestà Chris Froome (Sky), che potrebbe davvero dare il colpo di grazia a tutti in un arrivo del genere.

Il corridore più in palla nelle ultime salite è sembrato essere Bauke Mollema (Trek-Segafredo), il quale sta correndo senz’altro il suo miglior Tour de France della carriera e non sembra aver paura di attaccare. Con il giusto lavoro tattico, non sarebbe assurdo se Mollema riuscisse a portarsi a casa la tappa, in fondo si tratta di avere la ‘’benzina’’ per potersi permettersi certe azioni, e l’olandese ne ha ancora nel serbatoio.

Come si comporteranno Nairo Quintana ed Alejandro Valverde (Movistar)? Il troppo attendismo sembra averli colpiti anche quest’anno, ed arrivati a questo punto potrebbe anche essere plausibile l’ipotesi che corrano per difendere la loro presenza nella top 5 finale. Per quanto riguarda Quintana poi, sembra lontana la condizione ideale, e vederlo annaspare a metà Mont-Ventoux dopo un timido tentativo d’attacco non è stato un grandissimo segnale. Vederli ancora correre sulla difensiva è triste ma oggettivamente possibile.

D’altro canto, corridori con meno da perdere come Richie Porte (BMC), Romain Bardet (Ag2r La Mondiale) e Fabio Aru (Astana), potrebbero tentare ancora degli attacchi e non è detto che non vadano a buon fine. Certo è che mettere in difficoltà il Team Sky sarà un impresa alquanto ardua, ma il terreno per provarci c’è.

Questa tappa sarà fondamentale anche per la classifica giovani, con una lotta a due ormai tra Adam Yates (Orica-BikeExchange) e Louis Meintjes (Lampre), il quale non è stato molto aggressivo nelle ultime uscite e potrebbe tentare di mettere in difficoltà il britannico, che ha avuto finora un’ottima resistenza ma potrebbe soffrire un ritmo elevato nei tratti in doppia cifra di pendenza.

Riepilogo

  • Favoriti 1. fascia: Rafal Majka, Sebastian Reichenbach (fuga).
  • Favoriti 2. fascia: Pierre Rolland, Ilnur Zakarin, Dani Navarro, George Bennett (fuga); Chris Froome, Bauke Mollema, Nairo Quintana (arrivo in gruppo).
  • Favoriti 3. fascia: Rui Costa, Thomas De Gendt, Serge Pauwels, Alexis Vuillermoz, Warren Barguil, Stef Clement, Emmanuel Buchmann (fuga); Richie Porte, Alejandro Valverde, Fabio Aru, Romain Bardet, Louis Meintjes, Adam Yates (arrivo in gruppo).

    Un ringraziamento speciale ad @Emilprod, per i video-presentazione di tappa.
    Per ulteriori informazioni o curiosità, ci trovate su Twitter all’indirizzo: 
    @FantaBarSport

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