Primo test alpino di un certo spessore. Come si evolverà tatticamente?


L’audacia dei tanti sprinter rimasti in corsa è stata premiata con l’arrivo di oggi, con Mark Cavendish che ha conquistato la sua quarta tappa in questo Tour, dimostrando a tutti che il tramonto è ancora ben lontano. Ora, i velocisti puri torneranno in scena nella frazione conclusiva di Parigi, anche se in quel di Berna potrebbero esserci sorprese.
Si torna a far sul serio, altra tappa con tanti gran premi della montagna e centinaia di metri di dislivello da scalare. Ma arrivo in pianura!

IL PERCORSO

Non ci sarà pace nella quindicesima tappa del Tour de France 2016. Nei 160 chilometri che ‘’bagneranno’’ solo il dipartimento dell’Ain, saranno presenti 6 GPM categorizzati:  due di 3° Categoria, uno 2°, due 1° ed un HC. I primi 100 chilometri vedranno già una notevole scrematura in gruppo, visto che si partirà forte con l’ascesa a Col du Berthiand (6 km al 8.1%), che sarà susseguita dalle ascese di Col du Sappel (8.8 km al 5.6%), Col de Pisseloup (4.9 km al 5.8%), lo sprint intermedio di Hauteville-Lompnes, quindi altra ascesa verso il Col de la Rochette (5.1 km al 5.4%), che porterà il Peloton oltre quota 1.100 metri.
Nei restanti 80 chilometri saranno meno le asperità numericamente, ma senz’altro più impegnative. Il piatto forte di giornata sarà il Grand Colombier (HC a 1.501 metri, 12.8 km al 6.8%), che potrebbe mettere a dura prova anche gli uomini di classifica. Lunga discesa e primo passaggio sul traguardo di Culoz, piccolissimo comune di 3.000 abitanti circa che ‘’ospiterà’’ la Grand Boucle per la prima volta. Le fatiche però non finiranno qui, perché il Grand Colombier verrà attraversato (stavolta senza arrivare a 1.500 metri) praticamente per metà, in un totale di 8.4 km, con pendenza media del 7.6%, prima dell’ultima discesa e dei 7 chilometri pianeggianti conclusivi.  

I FAVORITI

Una tappa così mossa, con numerose asperità già dalla partenza, rappresenta una ghiotta occasione per una fuga da lontano. Lo scenario più probabile quindi, è che la corsa sia divisa ancora una volta in due, con un gruppo molto tranquillo ‘’controllato’’ dalla macchia nera del Team Sky nella prima parte, che rinunciando alla vittoria parziale, rimanderebbe il discorso alle ultimissime fatiche di questo Tour.
Sebbene questo possa sembrare poco entusiasmante, non lo sarà di certo la battaglia all’interno della fuga di giornata, che darà non solo ai corridori presenti la possibilità di conquistare la tappa, ma metterà in palio anche parecchi punti per la maglia a pois, che diciamolo, è (al momento) una sfida molto più equilibrata ed aperta della maglia gialla.

Saranno presumibilmente scomodati i diretti interessati a questa speciale classifica, quali Thomas De Gendt (Lotto-Soudal) e Rafal Majka (Tinkoff), che dovranno esser bravi a gestire gli sforzi lungo i vari gran premi di giornata, per non arrivare cotti nel finale. Il polacco in particolare sembra migliorare giorno dopo giorno e ci son pochi dubbi sul fatto che cercherà di ottenere una vittoria per il terzo anno consecutivo al Tour.

Non si può ignorare il fatto che la lotta per la maglia di miglior scalatore sia comunque provante dal punto di vista delle energie, ecco perché le circostanze potrebbero andare a favore di corridori meno coinvolti in questo discorso, che gestendo con attenzione gli sforzi e sferrando un attacco deciso nell’ultima ascesa al Grand Colombier potrebbero arrivare anche con un assolo al traguardo.

Tecnicamente, questa tappa si addice in tutto e per tutto a Rui Alberto Faria da Costa (Lampre). Sebbene il portoghese possa rientrare nella lotta per la maglia a pois (attualmente 5° con 50 punti totalizzati), sembra chiaro che il suo obbiettivo primario sia quello di conquistare una tappa, e dopo aver sfiorato il successo ad Andorra questa sembra essere l’occasione migliore per farlo. L’ex campione del mondo ha ottime doti di scalatore, ma è soprattutto molto veloce, e qualora dovesse trovarsi davanti con qualche altro fuggiasco, al termine di 160 chilometri di fatica, potrebbe far la differenza.

Altri due corridori piuttosto completi in questo senso sono Serge Pauwels (Dimension Data) e Julian Alaphilippe (Etixx-QuickStep). Se per il francese ci può essere qualche dubbio riguardo alla possibile libertà dai compiti di gregariato per il compagno Dan Martin, per Pauwels dovrebbe esserci ancora carta bianca per cercare il successo da lontano, nel quale il belga, sempre molto aggressivo, è diventato ormai specialista.
Tornando ad Alaphilippe, qualora ricevesse l’ok per andare in fuga, diventerebbe un serissimo candidato alla tappa.

Parlando di grande aggressività, non si può non ri-menzionare Daniel Navarro (Cofidis), che ha già conquistato tre top 5 nelle prime due settimane e difficilmente si fermerà qui. Infatti, lo spagnolo ha già messo nel mirino questa tappa e a differenza di Majka e De Gendt, potrebbe decidere di non spendere troppo lungo il percorso per cercare la vittoria. Sfortunatamente, il 32enne iberico non è molto veloce, quindi dovrà cercare di far la differenza nell’ultima ascesa.

Uscito praticamente di classifica, Pierre Rolland (Cannondale) potrebbe cercare finalmente un attacco da lontano dei suoi. Il francese, prima della caduta di Bagneres-de-Luchon aveva mostrato una grande condizione, ed è difficile che delle escoriazioni lo possano debilitare completamente. I 12 minuti di distacco da Froome dovrebbero permettergli di tentare qualcosa, e sarebbe cliente molto scomodo nelle ultime 2 ascese al Colombier, dove per vincere serve un attacco di un certo livello. E’ bene ricordare che nessun francese ha ancora vinto una tappa in questo Tour!

Non è da escludere che anche i top team decidano di mettere almeno 1 corridore davanti. Per il Team Sky potrebbe trovare spazio uno come Mikel Nieve, per la Movistar Winner Anacona, che ha già ben figurato in tentativi da lontano nelle scorse tappe. Per quanto riguarda l’Astana, potrebbe riprovarci Vincenzo Nibali, che troverebbe nelle discese conclusive occasione per trarre vantaggio.

Altri nomi che hanno le capacità di inscenare un attacco da lontano sono Cyril Gautier e Jan Bakelants (Ag2r La Mondiale), Tsgabu Grmay (Lampre), Daniel Teklehaimanot (Dimension Data), Simon Geschke (Giant-Alpecin), Thomas Voeckler (Direct Energie), Daryl Impey (Orica-BikeExchange), Jarlinson Pantano (IAM Cycling), Bartosz Huzarski (Bora-Argon 18).

Qualora la giornata dovesse essere favorevole agli uomini di classifica, Alejandro Valverde (Movistar) è il corridore che si adatta maggiormente al percorso e sarà l’uomo da battere in un arrivo del genere. Altri contendenti potrebbero essere Chris Froome (Sky), Dan Martin (Etixx-QuickStep), Adam Yates (Orica-BikeExchange), Fabio Aru (Astana), Bauke Mollema (Trek-Segafredo), Joaquim Rodriguez (Katusha).

Riepilogo

  • Favoriti 1. fascia: Rui Costa, Julian Alaphilippe (fuga).
  • Favoriti 2. fascia: Serge Pauwels, Dani Navarro, Rafal Majka, Thomas De Gendt, Pierre Rolland (fuga).
  • Favoriti 3. fascia: Mikel Nieve, Vincenzo Nibali, Winner Anacona, Cyril Gautier, Jan Bakelants, Tsgabu Grmay, Daniel Teklehaimanot, Simon Geschke, Thomas Voeckler, Daryl Impey, Jarlinson Pantano, Bartosz Huzarski (fuga), Alejandro Valverde, Dan Martin, Adam Yates, Chris Froome, Fabio Aru, Bauke Mollema, Purito Rodriguez (lotta tra uomini di classifica).

    Un ringraziamento speciale ad @Emilprod, per i video-presentazione di tappa.
    Per ulteriori informazioni o curiosità, ci trovate su Twitter all’indirizzo: 
    @FantaBarSport

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